Voliamo a Monaco senza mai smettere di sognare!

Tra pochi attimi comincia la partita e mi accorgo che è cambiato tutto, si gioca per sopravvivere e non si può sbagliare.
È cambiato tutto, cresce la posta, sale l’attenzione.
È cambiato tutto, non c’è più l’abbraccio dell’Olimpico, il calore di casa. Chi arriva a Londra vive in una bolla che porta tristemente indietro nella memoria.
È cambiato tutto, bisogna sapere adattarsi per restare sé stessi.
È cambiato tutto, siamo nel tempio del calcio inglese: siamo al Wembley.
Dai primi istanti cominciamo a capire che si dovrà soffrire, che gli austriaci ci metteranno anima e cuore per regalarsi una notte da sogno. Passano i primi 90 minuti col risultato invariato e con la gioia austriaca smorzata solamente dal VAR che sì, ci salva da un tremendo epilogo. Prima dei supplementari scende, sul prato verde, il nostro capitano, Giorgio Chiellini, che prova a suonare un po’ di carica ai suoi compagni, prendendoli uno ad uno. Carica che si trasforma in grinta e voglia di andarsi a prendere la vittoria a tutti i costi. La notte di Londra è nel segno di Federico Chiesa, il figlio d’arte, e Matteo Pessina, il ragazzo d’oro, senza che il loro 1-2 potesse in qualche in modo intaccare la nostra serata. Una serata sofferta da squadra, una serata che unisce un’intera nazione, una serata che ci permette di andare a cantare con orgoglio il nostro inno a Monaco con la speranza di rivedere tanti abbracci.
Abbracci come quello tra Mancini e Vialli, che avevano qualcosa da riprendersi al Wembley e che ci hanno fatto venire inevitabilmente più di qualche brivido lungo la schiena.
E adesso chiudiamo le valigie e voliamo in quel di Monaco, senza mai smettere di sognare.

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